Ponte
della Venturina , quota mt 402, nonostante sia il più grosso
ed importante centro abitato del Comune di Granaglione, è
anche l'ultimo Paese nato in ordine cronologico, infatti, da una mappa
dei Beni Parrocchiali del 1586, esisteva solamente un Mulino che, nel
1964 in un documento dell'Archivio Parrocchiale, è indicato come
"Loco detto il Mulino". L'attività del mulino era condotta
da una famiglia BORGOGNONI (cognome predominante delle famiglie che
abiteranno in avvenire la Venturina ed oggi quasi estinto).
Ancora, da una mappa del 1787 è indicato come : Mulino
di Granaglione.
Il mulino cessò l'attività nel 1905, l'ultimo conduttore
fu Guccini Beniamino detto "Begnamme". Attualmente
l'edificio è stato ristrutturato ed adibito ad abitazione civile.
Da ricordare che, nei registri dello Stato delle Anime della Parrocchia
della Pieve di Borgo Capanne, Ponte della Venturina è indicata
per anni con il toponimo di: Molino, Molino da Reno ..... Nel 1826 venne
costruita dalla famiglia Pistoiese Vivarelli-Colonna, la ferriera, con
magli mossi da energia idraulica per la lavorazione del ferro. Dopo
il passaggio di proprietà da Vivarelli-Colonna a Filippo Ferrari
nel 1880, l'attività della ferriera chiuse definitivamente i
battenti negli anni 20, quando l'intera struttura venne acquistata dalla
Soc. Idroelettrica della Limentra, poi dalla Soc. Bolognese di Elettricità
ed infine, nel 1960, da privati. Ecco come si presenta oggi dopo la
ristrutturazione delle abitazioni del lato Sud. L'elemento più
vicino a noi e più antico è senz'altro la chiesa battesimale
di San Pietro di Sùccida, oggi detta Pieve delle Capanne, che
sembra fosse pure intitolata a San Procolo e, probabilmente dal secolo
XI, anche a San Giovanni Battista . L'edificio attuale è ottocentesco,
ma le origini della Pieve sono molto più antiche anche se il
primo documento che ne attesti la presenza è "solamente"
dell'anno 1020, secondo una recente ipotesi la fondazione del primo
edificio si potrebbe forse ricondurre ad un periodo compreso fra V e
VI secolo.
Ritornando
alla storia della Venturina, il paese cominciò ad incrementare
la sua importanza soprattutto dopo il 1845-1850, periodo in cui venne
costruito il ponte in concomitanza con l'apertura della strada Porrettana,
dopo il 1864,anno in cui venne inaugurata la linea ferroviaria Bologna-Pistoia
e dopo il 1882, anno dell'apertura della strada per Pracchia , che rese
questo luogo un fondamentale, nel passato più che nel presente,
nodo viario, mano a mano soppiantando il Molino del Pallone che soprattutto
nel dopoguerra subì un progressivo decremento demografico. Infatti,
visto anche il fiorire di numerose industrie ed attività commerciali,
tutta la zona da Pavana a Silla vide notevolmente aumentare la propria
popolazione a scapito dei paesi della parte "alta" del Comune.
Inutile dire che allo stato attuale, vista anche la comodità
offerta dalla Strada Statale 64 e dalla ferrovia, questo fenomeno di
"immigrazione" non si è ancora ultimato rendendo di
fatto Ponte della Venturina il vero centro del Comune di Granaglione.
Una citazione particolare va al Ponte sul fiume Reno che, come detto
in precedenza, venne costruito nel periodo 1845-1850 e fu distrutto
da un bombardamento alleato il 18 Aprile 1944; immediatamente ripristinato
dall'esercito Tedesco, fu fatto saltare dagli stessi Tedeschi in ritirata
il 28 Settembre 1944. Il ponte attuale venne ricostruito nel 1947 dalla
Cooperativa muratori di Porretta Terme nella struttura originale in
pietra.
Secondo un'attendibile ipotesi si trovava nella zona dell'attuale manufatto
anche il ponte che un documento della metà del Duecento definisce
"pontem magnum positum super flumen grandem qui dicitur Renum";
tale opera serviva al transito lungo la grande area di strada del Reno-Limentra
Occidentale-Ombrone. Un'ulteriore probante conferma dell'ipotesi di
localizzazione del "ponte magnum" nella zona dell'attuale
ponte è data da una mappa della metà del Cinquecento che
ritrae a volo d'uccello la Pieve delle Capanne con le chiese dipendenti;
in essa compare infatti il ponte fra la Pieve e Pavana a monte della
confluenza del Limentra. Ecco il ponte nel primo dopoguerra e come è
oggi da una veduta dal fiume Reno.
Ponte della Venturina è tutt'oggi paese di confine tra
Emilia-Romagna e Toscana ma anche nei secoli scorsi lo fu;
essa infatti separò Granducato di Toscana e Stato Pontificio
e, in località Castellina (in destra Reno), dal Seicento trovò
collocazione la dogana pontificia, a poca distanza da quella granducale
del ponte di Teglia. Con l'apertura della nuova strada Porrettana a
metà dell'Ottocento, i traffici si spostarono sul versante sinistro
del Reno e in pratica divenne necessario costruire le due nuove dogane
di Valdibura di Pavana (edificio presente all'incrocio della strada
per Fondamento) e di Ponte della Venturina (edificio di fronte all'attuale
distributore di benzina). Ecco come si presentavano in due immagini
di qualche anno fa; la prima è relativa alla dogana pontificia
(edificio di destra) mentre la seconda si riferisce a quella granducale.
Le località di Ponte della Venturina sono:
LOC. CASA CORSINI
LOC. CASONE
LOC. CASA CARDELLA
LOC. CASTELLINA
LOC. VALVERDE
Le associazioni a Ponte della Venturina:
Pro Loco Ponte della Venturina INFO 0534 60564
Pubblica Assistenza e Protezione Civile Granaglione INFO 347 9030445
Associazione Sportiva “Amanti della Trota” INFO 328 8356092
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